scritto da IlSognoCurioso il sabato, 31 gennaio 2009,21:46

Si lo so, questo racconto è già apparso in pseudo puntate su questo blog, ma ci sono particolarmente legato, anche se non è granché, che ora che è concluso lo riposto per intero.

Quel giorno l’inverno pareva fosse scappato per lasciar spazio al sole.
Leggera brezza, caldo, molto, tanto che si tolse il cappotto. Entusiasta si precipitò verso le rocce; quel tratto di costa non finiva a picco sul mare ma si poteva scendere sotto, passando dai residui di uno scivolo per barche scavato in mezzo a ciottoli bianchi.
Si sedette il tanto giusto dall’acqua: al limite, solo per un pelo non si bagnava; ogni tanto qualche schizzo per niente fastidioso.
Sorrise. – Oggi riuscirò a scrivere- pensò e prese in mano fogli gialli di carta riciclata. Ma nulla gli venne in mente.
Voleva descrivere quella situazione che situazione non era; quella strana sensazione di piacevole solitudine senza pensare. -Ma come si può?! Descrivere?! Bisognerebbe inventare nuove parole…-
Travestirle in personaggi irreali, fittizi e le loro vicissitudini? Ingiusto.
Però sorrideva. Silenzio. Sorrideva e pensava che non avrebbe saputo cosa avrebbe fatto domani, però di oggi era sicuro.
Si spostò su un’altra roccia e la sua mano e la sua mente cominciarono a fremere. Come una malattia apparve lei: l’ispirazione.
Venne e s’infranse come un’onda, schizzando parole, suoni, storie di inchiostro sulle rocce di foglio.
Storie di mari, stati di mare, popoli- genti- pensieri di un globo che riusciva a rispecchiare il sole. Reggerne la portata e rimandarne la luce di giorno, conservandone un po’ per quando giungeva la notte: per consolare i suoi popoli, per non farli perdere e non spaventare i piccoli che nella sua fievole luce e nella sua calda ninna nanna di onde,

nuove,

altre,

accorse,

oltre,

         si cullano e sognano il verde, l’azzurro e il bianco del loro mondo.
Ciò che ne uscì fu l’inizio di una storia buffa, curiosa.
Non era un vero e proprio racconto, lui chiamava così qualsiasi cosa, ma più che altro si trattava di una condizione- uno stato d’animo.

Era un vecchio”, cominciò, ma subito un blocco
– No, non ci sono! Non riesco a vederlo questo vecchio: chi era, cosa fa e come…-
pensò un attimo ai vari anziani che conosceva, apparve come una foto nella sua testa l’immagine di un piccolo sardo, basso, scavato, seduto in un sottoscala a prendere il fresco al tramonto d’estate.
-Nonno è un buon modello, potrei provare ad abbozzarlo e vedere cosa ne esce misto a ciò che ho in testa.-
Tirò un tratto di penna su quanto scritto e ricominciò veloce.
Fermo, con lo sguardo immobile, seduto su quello scanno di legno dove nonna metteva a seccare i pomodori nel canestro.
Si poggiava in avanti con i gomiti sul bastone. L’ultimo periodo respirava lentamente con affanno, come se ogni respiro gli evitasse di affogare. Stanco e immobile passava così gran parte dei pomeriggi estivi.
Al bar del Fenicottero, quello a sinistra dello stradone che va verso il porto dei pescatori. Ora è diverso, ma prima era una vera bettola, molto più rustica: una casetta imbiancata a calce con un’enorme veranda in legno che dava sulla spiaggia a maestrale.
Il vecchio sedeva in un angolo in penombra con le maniche di camicia rabboccate e il berretto, di sbieco, sulla testa. Mattine intere ad osservare, immobile, il mare cambiare, con quegli occhi scuri che sembravano colmi di storia.
Aveva deciso di mettere per iscritto le sue memorie, aveva paura che ci si dimenticasse di lui, di tutto ciò che aveva creato, che la storia da lui plasmata e vissuta, passato- presente e futuro di molti cadesse in un dimenticatoio. Scrisse la storia, su pezzi di carta, in piccole frasi ma senza dimenticare niente, partendo dall’origine di tutto:

In principio era il verbo.
In principio era la natura, la madre, la “Tellus Mater”. Da lei nacquero tutti gli animali compreso l’uomo. Lui è l’animale più debole, non ricorda la lingua che usa la natura con i suoi figli.
L’uomo l’ha svenduta per la ragione.
Morse una mela, un frutto di conoscenza: si rese conto della sua ignoranza e volle comprendere tutto da solo, senza farsi insegnare dalla sua madre, dalla quale si distaccò.
Voleva essere creatore, non solo creatura. Capire, non solo essere capito, voleva essere padre di se stesso.
Comprese però che non poteva conoscere tutto, sarebbe impazzito se non avesse messo un limite a questo suo desiderio. Decise di limitarsi il respiro, ferendosi e togliendosi una costola: da cui plasmò Dio. Così creò il creatore, diventando creatura.

 

categoria:mare, racconti, stati di mare
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scritto da IlSognoCurioso il giovedì, 22 gennaio 2009,08:14

Chi crede in Dio non faccia il soldato.
Chi crede in Dio non faccia il medico ne il farmacista.
Si rispettino le leggi dell'uomo per l'uomo e non quelli scritte da alcuni uomini che si credono Dio, anche perché Dio non ha mai detto di aver bisogno di segretari e tanto meno di parlare attraverso loro.

scritto da IlSognoCurioso il sabato, 17 gennaio 2009,14:51
A ciascuno il suo

categoria:nel web
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scritto da IlSognoCurioso il martedì, 13 gennaio 2009,22:32

Omnis homines, qui sese student praestare ceteris animalibus, summa ope niti decet, ne vitam silentio transeant veluti pecora, quae natura prona atque ventri oboedientia finxit. Sed nostra omnis vis in animo et corpore sita est: animi imperio, corporis servitio magis utimur; alterum nobis cum dis, alterum cum beluis commune est. Quo mihi rectius videtur ingeni quam virium opibus gloriam quaerere et, quoniam vita ipsa, qua fruimur, brevis est, memoriam nostri quam maxume longam efficere.

Si addice a tutti gli uomini che vogliono essere superiori agli altri animali impegnarsi col massimo sforzo per non trascorrere la vita nel silenzio così come le bestie, che la natura ha plasmato chine e schiave del proprio ventre. Ora, tutta la nostra forza è situata nell'animo e nel corpo; dell'anima usiamo l'attitudine al comando, del corpo piuttosto quella all'obbedienza; una ci rende simili agli dei, l'altra alle bestie. E perciò mi sembra più giusto ricercare la gloria con le risorse spirituali che con le forze fisiche e, poiché la vita della quale godiamo è breve, rendere più lunga possibile la nostra memoria.

Tout homme qui travaille à être supérieur aux autres êtres animés faire un suprême effort afin de ne point passer sa vie sans faire parler de lui, comme il arrive aux bêtes, façonnées par la nature à regarder la terre et à s'asservir à leur ventre. Au contraire, chez nous autres hommes, la puissance d'action réside à la fois dans l'âme et dans le corps: à l'âme nous réservons de préférence l'autorité, au corps l'obéissance: l'une nous est commune avec les dieux, l'autre avec les bêtes. Aussi, me paraît-il plus juste de chercher la gloire en faisant appel à l'âme plus qu'au corps, et, puisque la vie même dont nous jouissons est brève, de faire durer le plus possible le souvenir qu'on gardera de nous.

Es conveniente que todos los hombres, que se afanan en aventajar a los demàs animales, se esfuercen con todo su poder por impedir que pasen su vida en silencio como los rabaños, que la naturalleza formò inclinados hacia el suelo y obedientes al vientre. Por el contrario, toda nuestra fuerza fue situada en el espiritu y en el cuerpo: nos servimos màs del poder del espiritu, de la esclavitud del cuerpo; uno nos es comùn con los dioses, el otro con la bestias. Por esto me parece que es màs recto buscar la gloria con los recursos de la inteligancia que con los de las fuerzas, y, puesto che la vida que gozamos es breve, obtener como resultado un recuerdo de nosotros lo màs largo posible.

Catullo, Sallustio, 1.1

scritto da IlSognoCurioso il giovedì, 08 gennaio 2009,19:17

Succede a volte che si abbia il desiderio forte di voler essere da tutt'altra parte dal posto in cui si è. I motivi che determinano questo desiderio possono essere tra i più svariati: una situazione di imbarazzo, delle persone che si preferirebbe non vedere più o altre che invece si vorrebbe rincontrare, o ancora vecchi ricordi che ci riportano nei luoghi dell'infanzia, di avventure, esperienze, viaggi passati.
Un altro fattore che può portare a un desiderio del genere è il clima. Mi capita spesso in giornate invernali, quelle sere in cui non c'è coperta che tenga a toglierci quel pungente gelo nelle ossa e allora la mente vola lontano sulla spiaggia assolata.
Non si esce più dalla propria stanza, si chiudono gli occhi e si comincia a viaggiare con la mente, proiettati nel posto alternativo prescelto, sperando che nessuno bussi alla porta in quei momenti perché se così fosse si dovrebbe prendere l'aereo e tornare indietro.
Signori, ebbene si, ora vi scrivo da Malecón, nord di San Cristóbal de La Habana . Non potete capire come si sta, a occhi chiusi sdraiato nel mio letto ma con i piedi nel bagnasciuga, sorseggiando un cocktail di rhum bianco, Blue Curacao, Cointreau, succo d'ananas, lime e tanto ghiaccio che è la fine del mondo; e davanti a me non c'è più una stufetta a resistenza da 800 watt ma un rosso sole che tramonta e io stringo la mia morosa soffice come il mio cuscino.

Benvenuti al Buenavista! Signore e signori, solo per stanotte, qui per voi Ernan Lopez Nussa suonerà indiavolato la sua Contradanza, picchiandola sui tasti del pianoforte così come Bruno Mirabal picchia la moglie nelle notti di sesso infuocato
              ...mezcla de rabia, de dolor, de fe, de ausencia...

La gente, poi, già indemoniata dal ritmo forte resterà posseduta, e in preda al fiato di Susana Rinaldi farà l'amore con qualche milonguera, mentre lei aggrappata al microfono darà foga a un
               conjuro extraño de un amor hecho cadencia
                             que abrió caminos sin más ley que la esperanza.
.

Esausto e sudato riprenderò fiato sulla terrazza che dà sul mare e le onde, nel riverberò di un cajón, riporteranno la voce triste di Odilio Gonzalez a ricordarmi di una Deuda lasciata ad un amore lontano. Un amore, in realtà, che ora non c'è.

Chiudendo gli occhi non riuscirò più a distinguere dove finisce il mio viaggio immaginario per lasciare spazio al sogno vero e proprio; quando li riaprirò sarà già mattina nella mia stanza, con lo stereo acceso e un cd di musica latina che ha già finito.

categoria:citazioni, mare, musica, racconti, pensando
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scritto da IlSognoCurioso il mercoledì, 07 gennaio 2009,11:49

Cappuccetto89, una favola moderna.

Voi non avete idea di cosa sia Saint Michael. Una città nella città, dove se si vuole vivere e sopravvivere bisogna sapersi difendere e farsi rispettare. Periferia nord, affossati in un valle tra due colline ergono i suoi palazzoni popolari. Benvenuti a Saint Michael.

In un vicolo ceco in fondo al quale potrete sempre trovare qualcuno che ha due porri da vendere o un cellulare da rubare, al numero 43, quarto piano senza ascensore, abita Cappuccetto89 con la madre. Divorziò dal marito circa sei anni fa, dopo che tornò dal carcere dove aveva scontato quattro anni per ricettazione di auto rubate; aveva provato a restare pulito, si era messo a vendere ricci la mattina e caldarroste la notte ai bordi delle strade, ma i soldi bastavano a malapena per pagare il cellulare nuovo e sky, per questo divorziarono. Non c'è posto per i moralisti a Saint Michael e anche nel più schifoso e sporco palazzo devi esser vestito come si spetta, con i marchi belli in vista e toglierti ogni vizio. Non c'è posto per il lavoro onesto a Saint Michael.

Cappuccetto89, ragazza ripetente, ignorante e ripetente al recupero anni persi “Petrarca” dove recuperi un anno in due senza studiare per avere un pezzo di carta in tasca con il quale potrai a pulire le scale dei bei palazzi di Saint Remy (e cazzo quelli si che sono bei palazzi che sembrano usciti dai telefilm di Mtv) passava tutti i suoi pomeriggi chiusa in camera ad ascoltare raggeatone, quel brano che sabato scorso le ha fatto vibrare il culo di cui non sa il titolo, ma sa solo che fa shalalallalalaaaaa, e l'ultimo cd di Gigi regalatogli da Isham, il marocchino che vende accendi gas, cd e dvd al parcheggio del mercato. Ma a lei li regala perché ha le tette grandi e il viso piccolo e pulito sempre con la matita perfetta negli occhi.
Non esce più a farsi scorrazzare sul culo di uno scooter da Tore82 perché lui si è rotto di stare lì ed è partito in Afghanistan “a far fuori mussulmani”, è proprio bello con la divisa, alto , grosso e con il taglio da militare che ha sempre avuto sin da quando aveva 14 anni.
Quel giorno la madre entrò in camera sua senza bussare e soprattutto senza spegnere quella cazzo di Ms che le lascia i denti gialli e un odore stantio sugli abiti che non va più via. Disse solo:

-Ascò, tua nonna sta male, prendi il motorino e parti da lei a portargli la spesa. L'ho già comprata da Zia Lina-

Cappuccetto89 si alzò contenta, spense lo stereo e accese l'mp3 sparato al massimo nelle orecchie. Le piaceva andare dalla nonna dall'altra parte della città, nell'altro quartiere di cui ci si potesse vantare di provenire per incutere timore e rispetto su tutti quanti: Sant Elias. Groviglio di palazzoni alti e grigi costruiti negli anni '60, nel '64 il sindaco tagliò il nastro del quartiere e poi non ci è più passato nessuno di quelli, solo ogni tanto gli sbirri per qualche blitz.
Erano troppo fighi i ragazzi di lì per Cappuccetto89, le regalavano sempre porri e scorrazzamenti su macchine grosse, bastava tollerare qualche complimento non proprio da Oxford.

Motore acceso, manopola a stecca, due semafori e asse mediano per giungere da nonna.

Chi è mai passato per quella strada maledetta sa quanto è pericolosa, piena di incroci, cavalcavia, un groviglio di strade e caos carico di gente in cui è facile fare brutti incontri.
-Non fermarti con nessuno- le aveva suggerito la mamma prima di uscire mentre aspirava l'ultimo tiro ormai dal filtro dell' ms che lasciava cadere la cenere sui suoi collant.

-Mi fermo solo a mettere benzina e comprarmi le cartine per girarmi due porri da nonna, tanto è tutta accallonata e non capisce.- Così pensò e si fermò.
Dentro il tabacchi del distributore fu notata da Lupo79 mentre giocava al video poker. Lo conosceva solo di vista, aveva sentito storie strane su di lui, che avesse giri e vizi strani,dicevano.
-Asco' Cappuccetto! Che ci fai da queste parti?-
-Uhe, sto andando dalla vecchia che è accallonata a letto, mi sa che uno di questi sberte!-
-Lo vuoi un passaggio? ho trassato la macchina che è una meraviglia, c'ha pure l'impianto nuovo da 1000 watt...-
-ehmm no, sono in motorino, grazie comunque, mi sapresti darmi una dritta per una strada per fare prima?-
Lupo79 capì al volo l'opportunità che le capitava, indicò a Cappuccetto l'uscita sbagliata dall'asse mediano, così da metterci più tempo, e come lei ripartì salì dentro la sua Punto sport touning e partì pattinando verso casa della nonna di Cappuccetto89.

Giunto a casa della nonna suonò al citofono
-Chi è?- chiese la vecchietta con fievole voce,
-La posta- disse lui, era una tecnica infallibile;
Ma come la nonna aprì il portone lui le si fiondò addosso, due cazzotti, la legò, le rubò la pensione e e la mangiò. Poi vestito con la vecchia vestaglia della nonnina si mise a letto ad aspettare la sua vittima.

Quando Cappuccetto89 suonò al citofono lui rispose solo
-è aperto, sali-
Nel porgere la spesa sul tavolo della cucina fu sorpresa nel non trovare il borsellino della nonna da cui fotterle dieci euro e andò in camera per vedere come stava...
rimase perplessa, doveva proprio stare molto male la povera vecchia, aveva tutti i tratti sconvolti e da come erano messe le coperte pareva pure più alta e grossa,
dev'essere l'effetto di come ha i pannoloni- pensò.

-Ciao nonna come va?- chiese lei
-ohi ohi- rispose solo lui per non farsi scoprire dal tono di voce
-ma nonna che braccia grosse che hai-
-è per abbracciarti meglio bambina mia-
-minchia e sto tatuaggio nonna?-
-è per sembrarti più giovanile bambina mia-
-minchia nonna, e questo piercing sul sopracciglio?
-È per vedere quanto ti fai i cazzi tuoi bambina mia- rispose incominciando a innervosirsi Lupo79
-Oh nonna c'hai la bocca gigante!-
è per mangiarti meglio bambina mia!- e saltando fuori dal letto divorò cappuccetto 89 in modo cruento.

Per fortuna Lupo79 non ebbe la cortezza di privare Cappuccetto del suo cellulare che rimase acceso. In lacrime e senza farsi notare riusci a mandare un sms a ToreCaccia72.

CacciaTore72 era un amico del padre di Cappuccetto89, come tanti del quartiere ex pugile, ora gestore di un camion di panini, e come lesse l'sms chiamò in continuazione al cel di Cappuccetto89. Nel mentre lei aveva messo la vibrazione. Tale vibrazione ebbe un effetto sperato sullo stomaco di Lupo79:
Infatti in preda alle contrazioni da vibrazione fu costretto a vomitare Cappuccetto e la nonna.
Nel mentre CacciaTore72, notando che nessuno rispondeva alle chiamate, si era già fiondato a casa della nonna. Arrivato che fu, trovò le due donne ancora scioccate e piene di vomito ma salve, mentre Lupo79 si dimenava negli spasmi. CacciaTore72 gli diede due bussine e lo fece volare dalla finestra. Nessuno disse niente, anzi, dal giorno sia Cappuccetto89 che Cacciatore72 furono ancora più rispettati in città e nacquero così due storie in più sul loro conto.

Benvenuti in periferia, è qui che si scrive la vera storia delle città. Sfondo di questa e molte altre favole moderne.


 

categoria:racconti
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scritto da IlSognoCurioso il lunedì, 05 gennaio 2009,20:25

Un Libro. Questo è uno di quei regali che è sempre bello ricevere. Ricordo tutti i libri che mi sono stati regalati lungo gli anni e le rispettive persone che me li diedero. Infondo non sono mai solo, gli amici, le persone care sono sempre attorno a me: nelle serate in cui mi sento un po' giù basta che mi giri a guardare le mensole e gli scaffali della mia stanza per ritrovarmi circondato dalle persone a cui più tengo. Anche quelle che non ci sono più o che non vediamo da tempo. Come per le vecchie foto non mi prende la malinconia o un velo di tristezza, anzi sorrido nel ricordo del bel periodo in cui fu scattata.
É una sensazione molto particolare.
Un libro penso che sia un regalo su cui si riflette: si sceglie in base ai gusti della persona a cui si regala, e quindi gli si dimostra attenzione; oppure si sceglie in base ai gusti in comune, dimostrando dunque un affiatamento, una comunanza di idee e opinioni; o ancora si regala qualcosa che abbiamo letto e che ci è piaciuto talmente tanto che sentiamo il bisogno di condividerlo con una bella persona che riteniamo meriti di conoscere una storia così affascinante.

libreria


categoria:letteratura, sul proscenio
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scritto da IlSognoCurioso il sabato, 03 gennaio 2009,09:29
Se verrà la guerra, Marcondiro'ndero
se verrà la guerra, Marcondiro'ndà
sul mare e sulla terra, Marcondiro'ndera
sul mare e sulla terra chi ci salverà?



Ci salverà il soldato che non la vorrà

ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà.

La guerra è già scoppiata, Marcondiro'ndero
la guerra è già scoppiata, chi ci aiuterà.



Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro'ndera

ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà.

Buon Dio è già scappato, dove non si sa
buon Dio se n'è andato, chissà quando ritornerà.



L'aeroplano vola, Marcondiro'ndera

l'aeroplano vola, Marcondiro'ndà.

Se getterà la bomba, Marcondiro'ndero
se getterà la bomba chi ci salverà?

Ci salva l'aviatore che non lo farà
ci salva l'aviatore che la bomba non getterà.

La bomba è già caduta, Marcondiro'ndero
la bomba è già caduta, chi la prenderà?

La prenderanno tutti, Marcondiro'ndera
siam belli o siam brutti, Marcondiro'ndà

Siam grandi o siam piccini li distruggerà
siam furbi o siam cretini li fulminerà.



Ci sono troppe buche, Marcondiro'ndera

ci sono troppe buche, chi le riempirà?

Non potremo più giocare al Marcondiro'ndera
non potremo più giocare al Marcondiro'ndà.

E voi a divertirvi andate un po' più in là
andate a divertirvi dove la guerra non ci sarà.

La guerra è dappertutto, Marcondiro'ndera
la terra è tutta un lutto, chi la consolerà?

Ci penseranno gli uomini, le bestie i fiori
i boschi e le stagioni con i mille colori.



Di gente, bestie e fiori no, non ce n'è più

viventi siam rimasti noi e nulla più.

La terra è tutta nostra, Marcondiro'ndera
ne faremo una gran giostra, Marcondiro'ndà.

Abbiam tutta la terra Marcondiro'ndera
giocheremo a far la guerra, Marcondiro'ndà...

Girotondo, Fabrizio De André, 1968
Alcuni Graffiti di Banksy

State seppellendo i vostri figli pur di non guardare allo specchio la vostra paura di invecchiare
categoria:musica, il nervoso
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