L'innamorato.

Un campo di studi, da anni, secoli, si inoltra in un mondo in continua evoluzione e particolarmente mutevole: quello dell'amore e del rapporto tra innamorati, ricambiati o no, ma sempre perennemente indaffarati dietro una comune meta dagli innumerevoli volti.
Ci sono vari tipi di innamorati riconducibili, secondo gli studiosi, a 3- 4 categorie.
Il primo tipo è il “timidone”, quello che vede la propria innamorata come qualcosa di irraggiungibile, un dolce stilnovo, un limite matematico che tende a più infinito, ma essendo il suo limite proprio la timidezza non si fa mai avanti.
Si riconosce questo tipo di spasimante da come guarda la sua prediletta da lontano: riservato si apposta dietro i pali, la osserva buttare la spazzatura da una finestra al decimo piano in modo che nessuno lo veda. Il classico innamorato timidone adolescenzial-studente universitario segue le stesse lezioni dell'amata, anche se lei è iscritta in psicologia e lui in ingegneria. È una questione di organizzazione dello spazio. Prendete una ragazza ad una lezione, tracciate una perpendicolare che parte da lei verso il fondo della sala, dieci posti esatti dietro trovate sempre il suo timidone di riferimento, non si può sbagliare. Si sono scoperti casi di timidoni che dopo anni di appostamenti si sono accorti che seguivano la persona sbagliata, ingannati da una nuca e da un taglio di capelli simile.
Troppo insicuro, ovviamente non rivela mai il proprio amore, al massimo prova a chiedere l'orario ma appena lei alza lo sguardo nel rispondere, i suoi occhi ridenti lo mandano in trans morto dalla vergogna e resta imbambolato, compiendo inesorabile la figura dello scemo. Di conseguenza è destinato a rimanere infelice, povero cane bastonato, con occhi spenti ma con un velo di un fuoco che non riesce a sfogare.
Il secondo tipo è il “romanticone”. Questa figura non si palesa nei modi più consoni del suo tempo, ma è estremamente influenzato dai romanzi armony della madre (in genere parrucchiera appassionata di fiction) e dai racconti di come il nonno fece colpo sulla nonna.
Organizza tutto secondo piani perfetti nella sua mente ma che nella realtà mostrano molteplici punti di disfunzione. Questo innamorato tende ad abbigliarsi come un vecchio che si sposa per la terza volta: cravatta a rombi, chili di acqua di colonia del nonno e brillantina. Manda avanti a se la fioraia con mazzi e bigliettini, costati una barca di soldi, invita lei al ristorante più costoso della città, lasciandoci un patrimonio e la porta a teatro a vedere la prima del balletto,spendendo una marea di quattrini.
In genere lei per tutta la sera costringe lui a passare per viotoli fuori mano e vie poco trafficate, in modo che nessuno li veda perché il suo rossore non è d'amore ma di vergogna, e poi a fine serata, dopo aver spennato sino all'ultimo centesimo il romanticone lei dirà
-mi dispiace, ma in questo periodo non me la sento di affrontare una relazione.-
Il giorno dopo, verrà vista baciarsi con il cameriere del ristorante, una settimana dopo resterà in cinta e si sposerà dopo due mesi.
Nel mentre il romanticone penserà ancora
“Domani è un altro giorno” e, privo di una rupe sul mare da cui buttarsi, ripiegherà per un altro romanzo armony, sino a quando non resterà nuovamente folgorato da una nuova ragazza che finirà di spennarlo dei suoi risparmi.
Il romanticone vive in un situazione ciclica che porta all'incentivo percentuale del pil, sopratutto per quanto riguarda la ristorazione, l'intrattenimento e la fioricultura.
Il terzo è il “pieno di se”.
Influenzato dai personaggi miti della madre (in genere parrucchiera appassionata di reality), questo particolare esemplare sfoggia una abbronzatura da lampada e ostenta ricchezza, camminando con tutti i suoi averi appesi al collo, ottime riproduzioni a basso prezzo di indumenti di marca pervenute presso i migliori ambulanti della città.
Nessuna gli ha mai detto di no, non sono le donne a sceglierlo, ma è lui che le seleziona. Almeno questo è ciò che crede, ma nella realtà sta al bar a raccontare ipotetiche sue avventure sognate ad occhi aperti, sino a quando non si accoppierà con la figlia di qualche cliente della madre parrucchiera, anch'essa appassionata di reality.
A queste tre tipologie bisogna poi aggiungere “l'irriducibile”.
Di difficile classificazione, frutto di un eclettico incrocio tra il romanticone e tratti del pieno di se, l'irriducibile è di certo l'innamorato più interessante. Le donne che si ritrovano uno spasimante di questa categoria sono più propense all'isteria e alla depressione schizzofrenica. Sempre presente, quasi insolente, non cede mai e non accetta alcun rifiuto, o meglio, rifiuta di comprenderlo.
Un esempio:
L'irriducibile dimostra tutto il suo amore quando la donna di cui si è invaghito ha l'influenza, o almeno si finge malata per non accettare l'ennesimo invito di lui.
Bussa alla porta con un sacchetto pieno di vivin-c, aspirine, biochetasi, tachipirine e fluibron.
Lei apre addobbata nel modo meno attraente del mondo, ma che, non si sa il perché, a lui fa svenare: faccia pallida da febbre, occhi stravolti fuori dalle orbite, pantofole da leoncino in peluche, pigiama con una bruciatura da sigaretta sulla coscia destra e macchie di varechina sulla gamba sinistra, il tutto completato da una folgorante chiazza di caffè sul cuore. Per non parlare del gatto pulcioso, ovviamente anche lui influenzato, portato sotto l'ascella, forse scambiato per la borsa dell'acqua calda.
-ah sei tu- dirà lei scocciata,
-son venuto a farti compagnia- risponderà lui,
-che culo- penserà esausta lei, -guarda vorrei dormire...-
-bene allora ti guarderò mentre dormi- e lì lei vorrebbe spararsi in gola. Di conseguenza lo costringe almeno a pulirgli casa, lavare i piatti, passare l'aspirapolvere,
ma non piegare i panni.
I panni no,
mai!
Perché si sa che l'irriducibile, ha un vizio. Ama sentire l'odore dell'ammorbidente negli abiti puliti della sua amata, credendo che sia il suo odore. Quale ragazza la mondo però profumerebbe di limone, lavanda o gelsomino? O nei peggiori dei casi di naftalina?
I pochi casi in cui si è sperimentata la piega dei panni, i soggetti analizzati sono sempre stati trovati con una mutandina sul muso, poi nascosta e trafugata: limite superiore della pazienza di una donna finalmente spinta a mandare, espressamente, a fare in culo lo spasimante.
Si narra che gli Irriducibili posseggano tra i 100 e 700 paia di indumenti intimi femminili nelle loro dimore, mentre le rispettive proprietarie credono siano cadute dallo stendino del balcone al piano di sotto. Caso reale se il trafugatore è proprio l'inquilino dell'appartamento sottostante.
Un danno, una persecuzione, per una donna un innamorato, una malattia un ossessione, un sogno una disperazione per un'innamorato la sua visione che fa perder la testa e spinge al reato, come rubare un capo profumato.
Alle mie Clio, muse di questa ed altre storie...






