scritto da IlSognoCurioso il giovedì, 08 gennaio 2009,19:17

Succede a volte che si abbia il desiderio forte di voler essere da tutt'altra parte dal posto in cui si è. I motivi che determinano questo desiderio possono essere tra i più svariati: una situazione di imbarazzo, delle persone che si preferirebbe non vedere più o altre che invece si vorrebbe rincontrare, o ancora vecchi ricordi che ci riportano nei luoghi dell'infanzia, di avventure, esperienze, viaggi passati.
Un altro fattore che può portare a un desiderio del genere è il clima. Mi capita spesso in giornate invernali, quelle sere in cui non c'è coperta che tenga a toglierci quel pungente gelo nelle ossa e allora la mente vola lontano sulla spiaggia assolata.
Non si esce più dalla propria stanza, si chiudono gli occhi e si comincia a viaggiare con la mente, proiettati nel posto alternativo prescelto, sperando che nessuno bussi alla porta in quei momenti perché se così fosse si dovrebbe prendere l'aereo e tornare indietro.
Signori, ebbene si, ora vi scrivo da Malecón, nord di San Cristóbal de La Habana . Non potete capire come si sta, a occhi chiusi sdraiato nel mio letto ma con i piedi nel bagnasciuga, sorseggiando un cocktail di rhum bianco, Blue Curacao, Cointreau, succo d'ananas, lime e tanto ghiaccio che è la fine del mondo; e davanti a me non c'è più una stufetta a resistenza da 800 watt ma un rosso sole che tramonta e io stringo la mia morosa soffice come il mio cuscino.

Benvenuti al Buenavista! Signore e signori, solo per stanotte, qui per voi Ernan Lopez Nussa suonerà indiavolato la sua Contradanza, picchiandola sui tasti del pianoforte così come Bruno Mirabal picchia la moglie nelle notti di sesso infuocato
              ...mezcla de rabia, de dolor, de fe, de ausencia...

La gente, poi, già indemoniata dal ritmo forte resterà posseduta, e in preda al fiato di Susana Rinaldi farà l'amore con qualche milonguera, mentre lei aggrappata al microfono darà foga a un
               conjuro extraño de un amor hecho cadencia
                             que abrió caminos sin más ley que la esperanza.
.

Esausto e sudato riprenderò fiato sulla terrazza che dà sul mare e le onde, nel riverberò di un cajón, riporteranno la voce triste di Odilio Gonzalez a ricordarmi di una Deuda lasciata ad un amore lontano. Un amore, in realtà, che ora non c'è.

Chiudendo gli occhi non riuscirò più a distinguere dove finisce il mio viaggio immaginario per lasciare spazio al sogno vero e proprio; quando li riaprirò sarà già mattina nella mia stanza, con lo stereo acceso e un cd di musica latina che ha già finito.

categoria:citazioni, mare, musica, racconti, pensando
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)
Commenti
#1   08 Gennaio 2009 - 21:06
 
Bellissimo sogno....o è la stanza il sogno? Redcats
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente redcats

#2   08 Gennaio 2009 - 21:17
 
posso unirmi anch'io?
grande wim wenders
sherazade
utente anonimo

#3   12 Gennaio 2009 - 20:46
 
Il sogno è nella stanza
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente IlSognoCurioso

#4   13 Gennaio 2009 - 22:23
 
Bravissimo! Davvero evocativo e con spirito! :-)))
Così dovrei fare anch'io quando come oggi quasi mi congelo... :-)))
Aloha
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Soulboarder

Commenti