scritto da IlSognoCurioso il lunedì, 31 agosto 2009,14:57

Alla barra sulla foce del Rio Pedra, Bruno Mirabal, il pescatore che picchiava la moglie più quanto Ernan Lopez faccesse con i tasti del suo pianoforte, cercava di convincere il vecchio Ferrer che l'amore in fondo è una questione di palamiti: tante esche in ammollo su un unico filo
-devi solo aspettare Ibrahim- diceva
-si tratta solo di aspettare, e vedrai che abboccano...-

Il vecchio cantante, che portava il nome dell'uomo scelto da Dio e come lui aveva sparso il suo seme per tutta Cuba, non era affatto persuaso.

-una chica non è un pesce- sentenziò sputando l'ultimo pezzo di yerba buena che masticava per placcare il raschiare dei Corona Fonseca fumati senza sosta.
Bruno era stato solo fortunato a trovarsi quell'angelo di donna che non meritava. Doveva solo ringraziare che non gli avesse spaccato la testa nel sonno, ma prima o poi, Ferrer ne era certo, sarebbe successo-si tratta solo di aspettare...- pensava ricordando anche le parole di compar Juannito
l'amor por una chica no es un baile!
Parole sante!

Prima o poi Bruno Mirabal avrebbe lasciato la testa sul cuscino, ma per ora restava solo da cantare un inno a quel fiore appassito sotto i colpi di un uomo dalla mano pesante che non sapeva cogliere il bianco di una gardenia.


Dos gardenias para ti
con ellas quiero decir
te quiero, te adoro, mi vida.
Ponles toda tu atencion
porque son tu corazon y el mio.

Dos gardenias para ti
que tendran todo el calor de un beso
de esos que te di
y que jamas encontraras
en el calor de otro querer.

A tu lado viviran y te hablaran
como cuando estas conmigo
y hasta creeras
que te diran te quiero.

Pero si un atardecer
las gardenias de mi amor se mueren
es porque han adivinado
que tu amor se ha marchitado
porque existe otro querer.

Dos gardenias...para tí.

categoria:mare, musica, racconti
commenti: commenti (1)(popup) | commenti (1)

scritto da IlSognoCurioso il mercoledì, 29 luglio 2009,23:43
Altrimari 2009 - Clandestino

Concerti e spettacoli di musiche e danze del Mediterraneo in collaborazione con l’Associazione Culturale DROMOS FESTIVAL, l‘Umanitaria-Cineteca Sarda, il MAN di Nuoro, la Pro Loco di San Vero Milis e la Cooperativa Ampsicora.

“Altri Mari è stata chiamata la rassegna, molti mari diversi: non solo quello delle barche di lusso, dei bagnanti del ferragosto, del turismo di venti giorni di piena estate: il mare dei pescatori, di gente di passaggio, di mercanti di bottarga, di musicisti giramondo, di viaggiatori che fanno cento chilometri per vedere e ascoltare un progetto originale…”


In particolare

6 Agosto:
Pineta di Mandriola
Ore22.00
-Sanveresi “clandestini”(III): Dario Dessì, “Storie di paese”
Reading di racconti, accompagnato dalle musiche dei Luthiers trio, ovvero Oscar Quiroz Arias, Matias Quiroz Arias e Thomas Casti


“Storie di mari, stati di mare, popoli- genti- pensieri di un globo che rispecchiava il sole. Rifletteva la luce di giorno, conservandone un po’ per quando giungeva la notte: per consolare i suoi popoli, per non farli perdere e non spaventare i piccoli che nella sua fievole luce e nella sua calda ninna nanna di onde,
nuove,
altre,
accorse,
oltre,
si cullavano e sognavano il verde, l’azzurro e il bianco del loro mondo.”

“Il clandestino è un Ulisse che approda nelle spiagge di su Crastu Biancu a chiedere ospitalità come una madonna martoriata”


...Se non avete di meglio da fare passate: un birra a fine serata non la nego a nessuno..
.

scritto da IlSognoCurioso il domenica, 24 maggio 2009,22:00

Mi sono innamorato di te
perché
non avevo niente da fare
il giorno
volevo qualcuno da incontrare
la notte
volevo qualcuno da sognare
Mi sono innamorato di te
perché
non potevo più stare solo
il giorno
volevo parlare dei miei sogni
la notte
parlare d'amore
Ed ora
che avrei mille cose da fare
io sento i miei sogni svanire
ma non so più pensare
a nient'altro che a te
Mi sono innamorato di te
e adesso
non so neppure io cosa fare
il giorno
mi pento d'averti incontrato
la notte
ti vengo a cercare.


Dal mare c'è sempre
qualcuno che sta per tornare,
In mare c'è sempre
qualcosa da guardare,
e una storia è come di un'onda lo sciabordare
Dal mare c'è sempre qualcuno che ha qualcosa da raccontare
una storia di uomo se la si sa ascoltare


Tanti anni fa, nel 1940, credo, in un racconto intitolato Il relitto di kanasaka, Coloane ha narrato il suo strano incontro con un navigatore condannato alla solitudine sino alla fine dei tempi.
Quell'incontro si era verificato, effettivamente, nelle acque della Baia Desolata, nel canale Beagle.
L'imbarcazione sulla quale lo scrittore si trovava aveva rischiato di cozzare contro un relitto, che galleggiava trascinato dalle correnti; aggrappato ad esso, un indio yaghan era passato lì vicino, sfiorando quasi il ponte e tendendo il braccio come volesse indicare la rotta della catastrofe.
L'equipaggio e i passeggeri restarono muti di spavento di fronte a quello spettacolo terribile, ma Coloane, indagando nel corso di quel viaggio e di altri che seguirono, riuscì a sapere da dove veniva lo yaghan e quale tragedia lo aveva colpito.
Era un cacciatore di foche. Un giorno, mentre seguiva un animale dalla splendida pelliccia, si era avventurato alla banchisa. Fu allora che, vuoi per una caduta in acqua, vuoi per il nevischio o per il suo stesso sudore, la bassa temperatura aveva gelato il suo corpo bloccandolo in piena corsa. La primavera, poi, aveva staccato quel pezzo di ghiaccio condannando il cacciatore a essere un navigatore fantasma.
Avevo quattordici anni quando ho sentito Francisco Coloane raccontare questa storia a dei pescatori di Chiloé. È passato tanto tempo, ma mi ricordo ogni parola della sua conclusione:
“Tutto, allora, si spiega facilmente; ma nella mia memoria è rimasta, come un simbolo, la figura ieratica e sinistra del cadavere dello yaghan di Kanasaka, che insegue sul mare i profanatori di quelle solitudini, i bianchi “civilizzati” venuti a turbare la pace della sua razza, e a causarne la rovina con l'alcool e tutte le altre sventure. Quel cadavere sembrava dire, con il suo braccio teso: “fuori di qui”.
Luis Sepùlveda, Il mondo alla fine del mondo


Immigrati salvateci dagli italiani.

scritto da IlSognoCurioso il lunedì, 23 febbraio 2009,08:22

      -Sono stanco, stanco e vecchio, diventa sempre più faticoso far ridere-
pensava il comico togliendosi la maschera. Sedutosi sopra lo sgabello della tigre cancellava con un colpo di spugna fradicia il suo sorriso dal volto, mentre i suoi piedi muovevano la paglia attorno.
Ha visto troppe persone tristi a cui risollevare il morale in questi anni, a quanti di loro bastava poco per ridere, per darli un breve attimo di spensieratezza lontana dai loro drammi personali. Risate sincere e sadiche nel vederlo cadere, rotolare, finire in pozze d'acqua e con torte in faccia, con quel sorriso ebete immobile stampato sul viso.
Non aveva mai pensato a se stesso: lui era il sorriso degli altri, la sua vita era tutta lì, smuovere la felicità degli altri per avere anche la sua. -Una puttana del sorriso- pensava. Erano passati anni, passata la sua giovinezza senza sorridere veramente per se stesso, passati gli anni in cui costruire qualcosa, e ora le sue energie sfiorivano e suoi numeri diventavano sempre meno buffi e sempre più patetici
      “adesso piangi molto dopo e ti disperi con ritardo”, quelle vecchie parole cantate del nano gli sembravano così sue.
Non riusciva più a far sorridere la gente, nemmeno i bambini, oppure non ne aveva più voglia, nessuno in tutti quegli anni si era interessato a lui, tutti turbati dai propri mali da sanare con il comico, che nessuno chiese al buffone se fosse felice, per tutti era scontato che lo fosse:
      -non vedi che bel sorriso ha sempre in volto, lui è spensierato- pensavano, o era comodo pensare.
Solo, al freddo della luce della sera, si puliva il viso, mentre il nano canticchiando ritirava gli attrezzi di anni di risate, e nessuno si accorse che una lacrima cancellava un sorriso di cerone dal volto di un vecchio pagliaccio.

scritto da IlSognoCurioso il giovedì, 08 gennaio 2009,19:17

Succede a volte che si abbia il desiderio forte di voler essere da tutt'altra parte dal posto in cui si è. I motivi che determinano questo desiderio possono essere tra i più svariati: una situazione di imbarazzo, delle persone che si preferirebbe non vedere più o altre che invece si vorrebbe rincontrare, o ancora vecchi ricordi che ci riportano nei luoghi dell'infanzia, di avventure, esperienze, viaggi passati.
Un altro fattore che può portare a un desiderio del genere è il clima. Mi capita spesso in giornate invernali, quelle sere in cui non c'è coperta che tenga a toglierci quel pungente gelo nelle ossa e allora la mente vola lontano sulla spiaggia assolata.
Non si esce più dalla propria stanza, si chiudono gli occhi e si comincia a viaggiare con la mente, proiettati nel posto alternativo prescelto, sperando che nessuno bussi alla porta in quei momenti perché se così fosse si dovrebbe prendere l'aereo e tornare indietro.
Signori, ebbene si, ora vi scrivo da Malecón, nord di San Cristóbal de La Habana . Non potete capire come si sta, a occhi chiusi sdraiato nel mio letto ma con i piedi nel bagnasciuga, sorseggiando un cocktail di rhum bianco, Blue Curacao, Cointreau, succo d'ananas, lime e tanto ghiaccio che è la fine del mondo; e davanti a me non c'è più una stufetta a resistenza da 800 watt ma un rosso sole che tramonta e io stringo la mia morosa soffice come il mio cuscino.

Benvenuti al Buenavista! Signore e signori, solo per stanotte, qui per voi Ernan Lopez Nussa suonerà indiavolato la sua Contradanza, picchiandola sui tasti del pianoforte così come Bruno Mirabal picchia la moglie nelle notti di sesso infuocato
              ...mezcla de rabia, de dolor, de fe, de ausencia...

La gente, poi, già indemoniata dal ritmo forte resterà posseduta, e in preda al fiato di Susana Rinaldi farà l'amore con qualche milonguera, mentre lei aggrappata al microfono darà foga a un
               conjuro extraño de un amor hecho cadencia
                             que abrió caminos sin más ley que la esperanza.
.

Esausto e sudato riprenderò fiato sulla terrazza che dà sul mare e le onde, nel riverberò di un cajón, riporteranno la voce triste di Odilio Gonzalez a ricordarmi di una Deuda lasciata ad un amore lontano. Un amore, in realtà, che ora non c'è.

Chiudendo gli occhi non riuscirò più a distinguere dove finisce il mio viaggio immaginario per lasciare spazio al sogno vero e proprio; quando li riaprirò sarà già mattina nella mia stanza, con lo stereo acceso e un cd di musica latina che ha già finito.

categoria:citazioni, mare, musica, racconti, pensando
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)

scritto da IlSognoCurioso il sabato, 03 gennaio 2009,09:29
Se verrà la guerra, Marcondiro'ndero
se verrà la guerra, Marcondiro'ndà
sul mare e sulla terra, Marcondiro'ndera
sul mare e sulla terra chi ci salverà?



Ci salverà il soldato che non la vorrà

ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà.

La guerra è già scoppiata, Marcondiro'ndero
la guerra è già scoppiata, chi ci aiuterà.



Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro'ndera

ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà.

Buon Dio è già scappato, dove non si sa
buon Dio se n'è andato, chissà quando ritornerà.



L'aeroplano vola, Marcondiro'ndera

l'aeroplano vola, Marcondiro'ndà.

Se getterà la bomba, Marcondiro'ndero
se getterà la bomba chi ci salverà?

Ci salva l'aviatore che non lo farà
ci salva l'aviatore che la bomba non getterà.

La bomba è già caduta, Marcondiro'ndero
la bomba è già caduta, chi la prenderà?

La prenderanno tutti, Marcondiro'ndera
siam belli o siam brutti, Marcondiro'ndà

Siam grandi o siam piccini li distruggerà
siam furbi o siam cretini li fulminerà.



Ci sono troppe buche, Marcondiro'ndera

ci sono troppe buche, chi le riempirà?

Non potremo più giocare al Marcondiro'ndera
non potremo più giocare al Marcondiro'ndà.

E voi a divertirvi andate un po' più in là
andate a divertirvi dove la guerra non ci sarà.

La guerra è dappertutto, Marcondiro'ndera
la terra è tutta un lutto, chi la consolerà?

Ci penseranno gli uomini, le bestie i fiori
i boschi e le stagioni con i mille colori.



Di gente, bestie e fiori no, non ce n'è più

viventi siam rimasti noi e nulla più.

La terra è tutta nostra, Marcondiro'ndera
ne faremo una gran giostra, Marcondiro'ndà.

Abbiam tutta la terra Marcondiro'ndera
giocheremo a far la guerra, Marcondiro'ndà...

Girotondo, Fabrizio De André, 1968
Alcuni Graffiti di Banksy

State seppellendo i vostri figli pur di non guardare allo specchio la vostra paura di invecchiare
categoria:musica, il nervoso
commenti: commenti (3)(popup) | commenti (3)

scritto da IlSognoCurioso il domenica, 26 ottobre 2008,22:36
“Questa che vado a raccontarvi è la vera storia di Luigi delle Bicocche,
eroe contemporaneo a cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà”

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche.
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper
Invece io passo la notte in un bar karaoke,
se vuoi mi trovi lì, tentato dal videopoker
ma il conto langue e quella macchina vuole il mio sangue
..un soggetto perfetto per Bram Stroker
Tu che ne sai della vita degli operai
Io stringo sulle spese e goodbye macellai
Non ho salvadanai, da sceicco del Dubai
E mi verrebbe da devolvere l’otto per mille a SNAI
Io sono pane per gli usurai ma li respingo
Non faccio l’ Al Pacino, non mi faccio di pacinko
Non gratto, non vinco, non trinco/ nelle sale bingo/
Man mano mi convinco/ che io

sono un eroe, perché lotto tutte le ore. Sono un eroe perché combatto per la pensione
Sono un eroe perché proteggo i miei cari dalle mani dei sicari dei cravattari
Sono un eroe perché sopravvivo al mestiere. Sono un eroe straordinario tutte le sere
Sono un eroe e te lo faccio vedere. Ti mostrerò cosa so fare col mio super potere

Stipendio dimezzato o vengo licenziato
A qualunque età io sono già fuori mercato
…fossi un ex SS novantatreenne lavorerei nello studio del mio avvocato
invece torno a casa distrutto la sera, bocca impastata
come calcestruzzo in una betoniera
io sono al verde vado in bianco ed il mio conto è in rosso
quindi posso rimanere fedele alla mia bandiera
su, vai, a vedere nella galera, quanti precari, sono passati a malaffari
quando t’affami, ti fai, nemici vari, se non ti chiami Savoia, scorda i domiciliari
finisci nelle mani di strozzini, ti cibi, di ciò che trovi se ti ostini a frugare cestini
..ne’ l’Uomo ragno ne’ Rocky, ne’ Rambo ne affini
farebbero ciò che faccio per i miei bambini, io sono un eroe.

Per far denaro ci sono più modi, potrei darmi alle frodi
E fottermi i soldi dei morti come un banchiere a Lodi
C’è chi ha mollato il conservatorio per Montecitorio
Lì i pianisti sono più pagati di Adrien Brody
Io vado avanti e mi si offusca la mente
Sto per impazzire come dentro un call center
Vivo nella camera 237 ma non farò la mia famiglia a fette perché sono un eroe.
(Caparezza)

Auguri papà
categoria:musica, pensando, sul proscenio
commenti: commenti (popup) | commenti

scritto da IlSognoCurioso il giovedì, 04 settembre 2008,02:26
In un deserto un giorno s'incontrarono,
senza volerlo per caso si guardarono,
un dromedario ricco, ed un cammello povero.
Si salutarono, si oltrepassarono,
poi si fermarono, ci ripensarono,
e ritornarono, si riguardarono, e il dromedario disse così:

Bè, perchè, tu ci hai due gobbe ed io ne ho solo una perchè?
Mi guardi imbambolato dalla duna perchè,
continui a masticare e non rispondi, dammena una,
se me la vendi una fortuna ti darò!

Ed il cammello essendo bisognevole,
per un momento si dimostrò arrendevole,
poi si guardò le gobbe, con occhio lacrimevole.
E allor ci ripensò, e se le riguardò,
la testa dondolò, e poi la sollevò, lo sguardo corrucciò,
e il petto si gonfiò, e al dromedario disse così:

Sai che c'è, io resto con due gobbe e tu con una perchè,
non me ne importa della tua fortuna perchè,
son povero ma bello e nerboruto,
e dalla duna io ti saluto e con due gobbe me ne vò!

La, la, la... Così si riconferma che il cammello è bigobbuto,
e il dromedario monogobba resterà!

Petra Magoni,  il dromedario e il cammello



Spesso bisogna tirare fuori il proprio valore, farsi rispettare e non farsi scoraggiare dalle apparenti posizioni di svantaggio...


categoria:musica, pensando
commenti: commenti (4)(popup) | commenti (4)