scritto da IlSognoCurioso il giovedì, 19 marzo 2009,10:11

a proposito di Aids e preservativo
L'ombra della Chiesa

di ADRIANO SOFRI

ratz
Gia' dall'alto dei cieli, sull'aereo che lo sta portando al prediletto continente africano, il Papa proclama che l'Aids non si risolve distribuendo preservativi, i quali anzi aggravano il problema. Si può rassegnarsi a che la Chiesa ripeta le sue posizioni assolutiste, in nome della fedeltà ai principii, ma c'è una gamma di sfumature possibili. Di occasioni, di toni. Invece no. Invece vince l'oltranza. È la posizione di sempre della Chiesa, si obietta, è stata del suo predecessore. (L'innovazione, annotano i filologi, sta nel fatto che questa volta il Papa ha pronunciato proprio la parola: preservativo).

Ma c'è un di più, una troppa grazia, nell'inaugurare così il pellegrinaggio africano. E non limitandosi a dire che i preservativi non bastano ad affrontare il flagello - certo che non bastano - ma che lo aggravano. Dunque additando il peccato e la colpa di chi i preservativi in Africa cerca di distribuirli, e passa così per untore. C'è un'impressione di pazzia che ricorre attorno a queste scelte, e non si capisce come la Chiesa voglia ignorarla, quando non si compiaccia di fomentarla. Di dare scandalo.

Erano passati dieci giorni dallo scandalo per la bambina brasiliana. Quale persona ragionevole e di cuore, cattolica o no, credente o no, può voler costringere una bambina di nove anni e di trenta chili a partorire due gemelli, frutto della lunga violenza esercitata su lei da un patrigno che l'aveva in balia? Otto giorni dopo la notizia che la madre della bambina e i medici che l'avevano soccorsa - questo è il verbo: soccorsa - erano stati scomunicati dall'arcivescovo di Recife, e che il Vaticano ne aveva approvato l'operato, otto giorni dopo, un prelato romano ha ritenuto di correggere quel gesto scandaloso. E come l'ha fatto? Dicendo (cito il titolo, testuale, dell'Avvenire): "Scomunica sì, ma serviva misericordia.

Una scomunica misericordiosa, questo serviva? "Prima di pensare alla scomunica era necessario e urgente salvaguardare la vita innocente della bimba...". Non "prima di pensare alla scomunica", ma "invece di pensare alla scomunica", era urgente. Tuttavia la mezza marcia indietro può essere il modo della Chiesa di fare una marcia indietro intera, e va almeno apprezzata l'insistenza sulla necessità di trattare i singoli casi, perché nella casistica, e in una casistica magari ipocrita ma intelligente, sta l'eventualità che la Chiesa di oggi riapra l'occhio della misericordia.

Resta il fatto che il tentativo di restituire alla Chiesa un'aura di sensibilità ha impiegato otto giorni, e nel frattempo si erano sguinzagliati i cani arrabbiati, e non è poi facile richiamarli a cuccia. La dottoressa Fatima Maia è la direttrice del Centro sanitario in cui la bambina brasiliana ha potuto abortire, è cattolica, e ha avuto anche lei il tempo di riflettere, e poi ha dichiarato: "Grazie a Dio, mi trovo fra quelli che sono stati scomunicati". Lo ripeto, senza nessun compiacimento: un'impressione di non leggera follia.

C'è un'esasperazione attorno a questo Papa e alla sua Chiesa. E non si tratta solo delle persone, di quelli che sanno immaginare di essere il padre o la madre della bambina di Recife, e di quelli così bravi e infelici da saper immaginare di essere quella bambina. E di essere un bambino o una bambina, una donna o un uomo della prediletta Africa. Ieri sono piovute le proteste secche di una serie di cancellerie. Non della pregiudicata Spagna di Zapatero, ma della Germania di Ulla Schmidt e di Angela Merkel e della Francia di Kouchner e Sarkozy, e della stessa Unione Europea. L'Unione Europea, gli impettiti e maturi rappresentanti di un continente fortunato costretti a ribadire che la diffusione del preservativo serve a salvare vite umane, in Africa e dovunque.

Questo non succedeva con "l'altro Papa", benché anche lui, papa Wojtyla, fosse così rigido in ciò che tocca la sessualità. Non c'entra solo la diversa personalità dei due uomini. C'entra il tramonto di quella che si può chiamare l'"eccezione cattolica": una specie di accordo, metà rassegnato metà cortese, sulla bizzarria per la quale la Chiesa cattolica si riserva delle licenze paradossali per tutto ciò che riguarda il sesso, e di lì in poi si può averci a che fare. È questo che tanti uomini di Chiesa (compreso quell'arcivescovo di Recife) chiamano il primato della legge di Dio sulla legge degli uomini.

Legge di Dio è quello che attiene alla sessualità. Attenzione: alla sessualità, e non alla "vita". Non si spiegherebbe se no la tiepidezza con la quale la Chiesa ha maneggiato la questione della pena di morte. Ma la sessualità non è più, ammesso che lo sia stata mai - come pretendeva un'epoca in cui i panni sporchi si lavavano in famiglia, e all'orecchio del confessore - un terreno riservato e appartato.

Il Papa può proclamare, sempre dall'alto di quel cielo, che la soluzione stia nell'"umanizzare la sessualità, cioè innovare il modo di comportarsi verso il proprio corpo": ma questo vuol dire ignorare il problema presente e urgente, e sabotarne i rimedii parziali ma essenziali, com'è l'educazione all'uso del preservativo e la sua distribuzione. Specialisti papisti dichiarano che l'uso del preservativo è dannoso perché induce a una fallace sicurezza, e che dietro la sua promozione stanno le ingorde multinazionali produttrici. Balle: al complottismo dell'affarismo profilattico si risponda piuttosto rivendicando la gratuità, e il rischio residuo dell'uso del preservativo è incomparabile con il disastro dei rapporti non protetti, salvo che si finga di credere che davvero la gente smetta i rapporti sessuali, e lo faccia per giunta in misura e tempo utili a fronteggiare l'epidemia. Con una simile logica, se finalmente esistesse un vaccino anti-hiv, bisognerebbe vietarne la diffusione. Che sensazione di non lieve follia.

Il Papa ha lodato la gratuità delle cure, e ci mancherebbe altro. Ma a condizione che si affronti la riproduzione allargata di malati da curare, gratis o no. Le impazienti reazioni di governi e istituzioni internazionali, che vedono offesa la ragionevolezza e sabotata la fatica di tanti professionisti e volontari, restituiscono il Vaticano alla sua misura terrena e alla sua responsabilità diplomatica, senza eccezione. Una stupidaggine è tale, anche se venga pronunciata da un Papa, e in nome di un Dio. Oltretutto in questa circostanza il Papa ha a che fare solo con se stesso: non con una Curia intrigante, non con una qualche solitudine, non con "un difetto - anche lui! - di comunicazione".

E l'Italia? Il suo ministro degli Esteri ha spiegato che lui non commenta le parole del Papa. L'Italia è extraterritoriale. Per l'Italia, di gran parte del centrodestra e di una mortificante parte del centrosinistra, l'eccezione cattolica resta in pieno vigore. C'è una divisione del lavoro: alla Chiesa competono la nascita e la morte, più alcune cerimonie dell'intermezzo - i matrimoni, essenzialmente - alla maggioranza politica l'intermezzo vero e proprio, la vita, cioè, se non dolce, ottimista.

La pietà dei credenti viene stirata tormentosamente. Muore Piergiorgio Welby e gli viene rifiutato il funerale. Quando si tratta di Eluana, i rifiutatori proclamano che "Welby era un'altra cosa". Lo vedemmo, che altra cosa era. Quando si tratta di Eluana, si grida all'omicidio. Per vendicarsene, una maggioranza pagana e sanfedista cambia il nome delle cose e confisca i corpi dei sudditi. Lasciando libertà di coscienza: graziosa espressione, che vuol dire che la coscienza è revocabile, e che la sua libertà è una cosa da "lasciare". Coscienze in deposito, oggetti smarriti.

Può darsi che la gerarchia cattolica italiana sia contenta così: contenta di galvanizzare le sue schiere militanti, e di mettere a tacere i suoi fedeli dissidenti e amareggiati. Che addirittura questa faziosità le sembri una bella ed evangelica intransigenza. Non è escluso, dato che anche dalla parte opposta, di quella che si prende per sinistra, ci sono campionari simili. Ma che futuro verrà da un tal presente? L'eccezione cattolica accompagna come un'ombra la storia italiana, e in certe ore si allunga fino a inghiottirla. Ogni volta di nuovo i cittadini laici - credenti o no, davvero non è il discrimine - si chiedono se il saldo fra il dare e l'avere della presenza cattolica nella società italiana sia in fondo positivo o negativo.

Se bisogni augurarsi di ridurla allo stremo, quella presenza, per diventare un paese un po' più normale, a costo di perdere tanta carità e solidarietà e premura per la vita indifesa, o se si ritenga ancora che quella presenza faccia argine al peggio, al razzismo, al cinismo, all'esclusione. Finora, la gran parte dei laici ha creduto, o almeno confidato e scommesso, sul secondo corno del dilemma. Anche i mangiapreti. Marco Pannella e i suoi andavano a piazza San Pietro per dare forza alla battaglia contro la fame nel mondo, o contro la violenza delle carceri. Oggi molte persone laiche - non saprei dire quante, ma molte - credenti o no, sono offese e respinte da una durezza della Chiesa che a volte sembra ottusità, a volte cattiveria, e ci vedono una malattia inguaribile della società italiana. A chi può far piacere?
(www.repubblica.it)

scritto da IlSognoCurioso il lunedì, 09 febbraio 2009,14:19

scritto da IlSognoCurioso il sabato, 17 gennaio 2009,14:51
A ciascuno il suo

categoria:nel web
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scritto da IlSognoCurioso il giovedì, 06 novembre 2008,21:53
Stavo per mettermi a scrivere qualcosa quando la mia poca voglia ha trovato un post bello bello di Ragazza di chi?? che riporto qui volentieri


Indovinate chi pagherà la crisi dei mutui?



Volete sapere perché è scoppiata la crisi dei mutui e perché la questione riguarda veramente TUTTI?
Ne ha dato un'interessantissima spiegazione il professor Giorgio Gattei, docente di Scienze economiche
dell'università di Bologna...

Tutto comincia nel 1989, quando, con la caduta del Muro di Berlino,
il movimento operaio si arrende alla consapevolezza che i salari della categoria rimarranno drasticamente bassi. Ma nonostante ciò, in Europa la DOMANDA di mercato continua a salire, soprattutto grazie ai paesi stranieri, gli USA in primis, i quali hanno escogitato una brillante strategia per permettere anche a persone con risorse limitate (come gli operai) di aumentare i consumi... Una BOLLA DEI DEBITI, creata dalle banche che hanno concesso prestiti senza garanzie, al fine di permettere a tutti di mantenere un alto stile di vita e di favorire la crescita della DOMANDA di mercato.
I prestiti in questione sono:

- i mutui PRIME, che vengono concessi a persone che hanno delle buone garanzie, come una casa da ipotecare;
- i mutui SUBPRIME, in cui vi sono scarse garanzie ma interessi elevati, in cui la banca, in pratica, dovrebbe ipotizzare di poter ipotecare la casa che verrà costruita col suo prestito;
- i mutui NINJA, prestiti ad altissimo tasso d'interesse, che vengono concessi a nullatenenti senza alcuna garanzia...

Successivamente, come ha spiegato il professor Gattei, queste promesse di debito vengono CARTOLARIZZATE e trasformate in TITOLI vendibili all'interno del mercato finanziario. Ma nella consapevolezza che nessuno acquisterebbe un titolo NINJA, questi certificati di credito vengono inseriti, dalle banche, all'interno di grossi pacchetti misti definiti “salsiccia”...
Sono inoltre state create le AGENZIE DI RATING, società incaricate di valutare oggettivamente il valore di un titolo o di un pacchetto finanziario, ma la cui obiettività viene decisamente messa in discussione dal fatto che esse vengono pagate dalle stesse banche che emettono i titoli...

Comunque sia, per anni ed anni tali “pacchetti salsiccia” sono stati venduti in tutto il mondo, e spesso persino i fondi pensione sono stati investiti in tali pacchetti, poiché la valutazione positiva delle agenzie di rating GARANTIVA la loro convenienza (come la Lehman Brothers). Anche sindacati ed enti locali, peraltro, hanno spesso acquistato tali pacchetti, e il professor Gattei ha affermato che, ad oggi, circa 19 Regioni italiane su 20 sono indebitate a causa di tali investimenti.

“Comunque, alla fine qualcuno si è ritrovato con 54.000 miliardi di dollari in cassa, ma poi la bolla è scoppiata e si è scatenato il casino che adesso ci ritroviamo davanti”, ha proseguito il professore con linguaggio schietto e colorito...

A ciò si aggiunge il rialzo dei prezzi del petrolio, che quest'anno ha raggiunto la cifra di $150 al barile, con una guerra in Iraq che avrebbe dovuto permettere agli USA di risanare il problema, ma che invece sta costando circa 10 miliardi di dollari al mese all'amministrazione Bush, con dei giacimenti petroliferi che non riescono neppure a recuperare queste ingenti spese militari.
Con il rialzo del prezzo del petrolio, peraltro, la Federal Reserve (banca centrale degli USA) ha sollevato i tassi d'interesse, rendendo ancora più improbabile la possibilità che i creditori restituissero i loro debiti alle banche. In tanti hanno così deciso, per racimolare denaro, di cominciare a vendere titoli e immobili a prezzi bassissimi, riducendone in questo modo il valore di mercato e creando la cosiddetta DEFLAZIONE...

“Il 5% di quei 54.000 miliardi sono circa 2.800 miliardi di dollari che oggi rimangono INSOLUTI – ha affermato il professor Gattei - e se prima questi soldi rappresentavano un credito attivo per le banche, oggi rientrano nel passivo, e diventa un problema di tutti”.

Sembra dunque che solo lo Stato, il grande “nemico” del mercato finanziario e dell'economia capitalistica, potrà porre rimedio a questo disastro... E siccome non potrà farlo stampando denaro e aumentando vertiginosamente l'inflazione, è molto probabile che lo farà aumentando le tasse dei contribuenti... Ma che dritta è??
categoria:citazioni, nel web, il nervoso
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scritto da IlSognoCurioso il martedì, 04 novembre 2008,13:54

Non chiedetemi perché, so soltanto che ne sentivo il bisogno da un po' di tempo.Tutto si evolve. Il vecchio template era di un me che non c'è più, o meglio si è evoluto.Ne sentivo il bisogno da un po' di tempo, soprattutto ora che
                                 voglio tenere il gioco nelle mie mani.

categoria:nel web, sul proscenio
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scritto da IlSognoCurioso il mercoledì, 21 novembre 2007,23:16
Oggi non ho voglia di scrivere, quindi prenderò in prestito post altrui:


Il lato oscuro fa dire cazzate


vignetta di commento su quanto asserito dall'Imperatore Palpatine, alias il Papa, sulla diffusione di aids nel continente nero.


Questa viene dal blog "imbarazzante" di Segolas (spero non me ne voglia male per questa presa in prestito..)


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scritto da IlSognoCurioso il venerdì, 26 ottobre 2007,12:35

Finalmente riprendo a postare
L’adsl e arrivata anche nella nuova casa e ciò vuol dire che si riaprono i miei collegamenti con il mondo, visto che non guardo tv e il mio cellulare e quasi perennemente scarico in modo da non poter sapere cosa succede 20 metri oltre il mio naso.
Questa potrebbe sembrare una scusa, e forse lo è, visto che un po’ di isolamento comunque in questo periodo lo cerco.
Cosa è successo di nuovo? Praticamente niente, teoricamente invece niente, curioso…
Studio poesia italiana del novecento, letteratura francese e leggo Rimbaud e il Milione di Marco Polo che forse è la volta buona che lo finisco.
Mi sveglio ogni giorno con una canzone diversa in testa senza un perché, l’altro ieri era “Passe en Casa” dei Tribalista, ieri “Maria nella bottega del falegname” di De André e oggi è questa colonna di un film a cui sono particolarmente legato affettivamente: Lady Vendetta.
Non so come si chiami il brano, ma visto che lo beccato su you tube, lo carico qui.



PUNTO.

scritto da IlSognoCurioso il martedì, 12 giugno 2007,09:54